Notizie utili per i Medici:
Medici : riconoscimento indennità di rischio radiologico per specializzandi e specializzati dal 1998 ad oggi.
I medici specializzandi e specializzati dal 1998 ad oggi possono agire in giudizio per il riconoscimento dell'indennità di rischio radiologico prevista dalla L. 460/88. L'indennità spetta a coloro i quali hanno operato e operano nei servizi di radiologia (L.460/88) ed il compenso sostitutivo del congedo straordinario aggiuntivo (L.724/94) di gg.15. Si avvertono i medici di agire con urgenza per evitare la prescrizione con la conseguente perdita del diritto ai suddetti benefici.
Contributi per il riscatto della laurea - Sommario:
Il riscatto della laurea
I lavoratori dipendenti, i lavoratori autonomi, i lavoratori iscritti ai Fondi speciali di previdenza
e i lavoratori soggetti al contributo per il lavoro parasubordinato (collaboratori coordinati e
continuativi, venditori porta a porta, liberi professionisti senza Cassa di categoria) possono
coprire, con i contributi, il periodo del corso legale di laurea (non vengono presi in
considerazione gli anni "fuori corso").
TITOLI EQUIPARATI ALLA LAUREA
Sono equiparati alla laurea:
riconosciute dalla Santa Sede.
Sono riscattabili anche i periodi di studio per conseguire il diploma di tecnico di audiometria,
fonologopedia e audioprotesi rilasciato da una scuola universitaria.
A seguito della normativa introdotta dal decreto legislativo 184 del 30 aprile 1997 in materia
di riscatto di laurea, in vigore dal 12 luglio 1997, sono riscattabili anche, sempre che non
siano coperti da contribuzione, i periodi corrispondenti alla durata dei corsi di studio
universitario a seguito dei quali siano stati conseguiti:
Il riscatto può riguardare tutto il periodo o singoli periodi.
A partire dal 12 luglio 1997 è data la facoltà di riscattare due o più corsi di laurea, anche per
i titoli conseguiti anteriormente a questa data. E' necessario che i titoli conseguiti per i corsi
di laurea siano rilasciati da un'università. Torna su
REQUISITI E DOMANDA
assicurativa;
obbligatoria o figurativa o da riscatto chiesto in altri regimi previdenziali.
La domanda può essere presentata in qualsiasi momento, ma è conveniente chiedere il
riscatto al più presto perché, più ci si avvicina all'età del pensionamento, maggiore è la
somma da pagare per il riscatto.
La domanda va presentata alla propria Sede dell'Inps, direttamente dall'interessato, o
tramite uno degli Enti di patronato riconosciuti dalla legge, compilando l'apposito modulo
"RL1".
Al modulo va allegato:
TITOLI EQUIPARATI ALLA LAUREA
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il tipo di diploma (in caso si tratti di diploma universitario diverso dalla laurea) e gli anni
in cui si è effettivamente svolto il corso legale di studi;
momento della domanda.
Il riscatto può essere chiesto anche dai familiari superstiti che hanno diritto alla pensione di
reversibilità. Torna su
L'IMPORTO
L'importo è calcolato dall'Inps sulla base della retribuzione media pensionabile riferita alla
data della domanda. L'Inps invia al domicilio del richiedente i bollettini per il pagamento e
comunica la somma da pagare.L'importo può essere pagato in unica soluzione o fino a 120
rate mensili (dieci anni) senza interessi.Il riscatto potrà essere richiesto anche prima
dell'inizio dell'attività lavorativa. In questo caso il contributo per ogni anno da riscattare è pari
all'importo derivante dall'applicazione dell'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche
per i lavoratori dipendenti (33%) al minimale imponibile per artigiani e commercianti
(13.598 euro per il 2007).I periodi così riscattati sono utili ai fini del raggiungimento del diritto
alla pensione.
Esempio
Un neolaureato che intenda riscattare la laurea nel 2007 pagherà quindi 4.487
euro per ogni anno di studi (13.598 x 33%).Il contributo è fiscalmente deducibile dall'interessato
o detraibile dall'imposta dovuta dalle persone di cui egli risulti fiscalmente a carico
(ad esempio i genitori), nella misura del 19% dell'importo stesso.
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IL RICORSO
Nel caso in cui la domanda di riscatto di laurea venga respinta, il richiedente può presentare
ricorso all'Inps, in carta libera, entro 90 giorni dalla data di ricezione della lettera con la
quale si comunica il rifiuto, indirizzandolo al:
se si tratta di lavoratore dipendente
dei commercianti
se si tratta di artigiano e commerciante
dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri
se si tratta di coltivatore diretto, colono o mezzadro
se si tratta di un lavoratore parasubordinato o libero professionista
Il ricorso può essere:
domanda;
L'IMPORTO
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riconosciuti dalla legge.
Al ricorso vanno allegati tutti i documenti ritenuti utili dall'interessato per l'accoglimento.