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Dai Beppe! Non mollare

Beppe Grillo iscritto ufficialmente al Pd 13/07/2009 14:49

Fonte:http://www.primocanale.it


Detto, fatto. Beppe Grillo da questa mattina è ufficialmente iscritto al Partito democratico. Ad annunciarlo lo stesso attore genovese che, ai microfoni di Sky Tg 24, ha dichiarato di aver preso la tessera presso la sede di Arzachena per mettersi in regola con le condizioni necessarie per partecipare alle primarie per la segreteria del Partito Democratico al congresso che si terrà il prossimo 25 ottobre. "Ho fatto la domanda sia on line che fisicamente - ha detto Grillo - ho dato i 16 euro di quota. Poi se troveranno che il terzo comma, del quarto paragrafo bis... ne pagheranno le conseguenze". Durante l'intervista a Sky Tg 24 Grillo ha spiegato che desidera "un partito serio, che sia di destra o di sinistra non mi interessa". Il fine, ha ribadito, è "riempire un vuoto che dura da vent'anni. Un vuoto di finta opposizione, di comitati d'affari, di 'fassini', di 'dalemini', di gente inesistente che sta lì e non si capisce perché e cosa hanno fatto".


Fonte dal sito: http://quarto-stato.myblog.it

 

Grillo ce l'ha fatta è stato iscritto al Partito democratico nel circolo "Martin Luther King"di Paternopoli (Avellino). Ad iscriverlo Andrea Forgione, che dichiara: «il caso Grillo costituisce un precedente molto grave. Chi ha infatti la legittimazione a decidere chi tesserare e chi no? Beppe Grillo non è iscritto a nessun altro partito e ha una fedina penale pulita, quindi perché negargli la tessera? Non vogliamo che il Partito Democratico si trasformi in un partito burocratico». I vertici annunciano l'invalidità della tessera, sostenendo che il comico si è sempre mostrato ostile al Pd e tale posizione lo pone in contrasto con lo Statuto del partito. Inoltre annuncia Gero Grassi, vice responsabile nazionale Organizzazione del partito la: «Commissione nazionale di Garanzia ha escluso all'unanimità di poter accogliere la richiesta di iscrizione al Partito Democratico da parte di Beppe Grillo per aver promosso e sostenuto liste apertamente ostili al nostro partito». La battaglia di Beppe non è finita, adesso gli tocca la difficile impresa di portare 2000 firme in due giorni per candidarsi alla Segreteria del partito, ma intanto chiede ai dirigenti: da dove è spuntata fuori la fantomantica Commissione di Garanzia e chi ne ha votato i commissari.


IL MESSAGGERO

http://www.ilmessaggero.it


ROMA (13 luglio) - L'iscrizione di Beppe Grillo al Pd (condizione per concorrere alle primarie del partito, scelta annunciata ieri) nel Comune di Arzachena non è valida. Ad affermarlo il segretario del circolo locale spiegando che Grillo non è residente in quel comune.

Il no a Grillo dalla commissione garanzia della Sardegna. Grillo aveva compilato il modulo di iscrizione e dato i 16 euro previsti al coordinatore del circolo territoriale di Arzachena Andrea Filipeddu che aveva subito fatto sapere che l'iscrizione non poteva essere valida visto la domanda è stata fatta in un comune diverso da quello di residenza del richiedente. L'ipotesi è stata confermata dalla Commissione regionale di garanzia della Sardegna che ha dichiarato: «Lo Statuto e il regolamento impediscono l'iscrizione di Beppe Grillo al circolo del Pd di Arzachena: per questo, è stata avviata la procedura di restituzione degli euro versati». Sulla domanda di iscrizione aveva espresso perplessità anche Maurizio Migliavacca, responsabile Organizzazione del Pd.

La risposta di Grillo: hanno sbagliato, vado avanti.
«Con quale motivazione mi rifiutano l'iscrizione? - chiede - Io la tessera ce l'ho già. Non sono residente ad Arzachena? Ma ce l'ho a Nervi, l'ho fatta on line. Altrimenti, che significa iscriversi on line? Dov'è la residenza on line? Se vogliamo essere pignoli, possiamo andare avanti a lungo. Noi l'abbiamo letto lo Statuto. La verità è che non lo leggono loro il loro Statuto... Hanno sbagliato». Piuttosto, aggiunge, «prendiamo atto che il Pd è un partito democratico... Prendiamo atto che noi siamo cattivi e non ci vogliono. Ma andremo avanti lo stesso, faremo qualcosa di diverso. Vediamo chi sono loro, chi rappresentano quelli che non mi vogliono». «Hanno avviato la procedura di restituzione dei 16 euro? Anch'io ho una commissione che vaglia tutte le decisioni delle commissioni di garanzia per la restituzione... - scherza ancora - La riunirò e vedremo». Poi, fa capire che non ha intenzione di desistere dalla sua operazione-Pd.

«Riempiamo il vuoto di finta opposizione». Grillo in giornata aveva ironizzato sulle contrarietà nel Pd: «Ho fatto la domanda sia on line che fisicamente, ho dato i 16 euro di quota. Poi se troveranno che il terzo comma, del quarto paragrafo bis... ne pagheranno le conseguenze». Il partito «è un vaso comunicante, travasiamo un po' di cittadini dentro la politica. Riempiamo un vuoto che dura da vent'anni. Un vuoto di finta opposizione, di comitati d'affari, di 'fassini', di 'dalemini', di gente inesistente che sta lì e non si capisce perchè e cosa hanno fatto».

«Voglio un partito serio». Poi spiega che desidera «un partito serio, che sia di destra o di sinistra non mi interessa: è il partito del parlamento pulito, il partito del conflitto di interesse, delle concessioni televisive. Deve diventare il partito delle cinque stelle e parlare di acqua pubblica e non privata».

Attacco ai dirigenti Pd. Agli attuali dirigenti del Pd dice: «Non hanno detto niente sull'energia nucleare, non hanno detto niente sull'acqua che viene privatizzata dalle società quotate in borsa. Non si parla di energie rinnovabili, di edifici passivi, di wi-fi libero e gratuito. Loro sopravvivono perché sono chiusi dentro il loro loft con le sovvenzioni statali. C'è bisogno di far entrare aria fresca. Sono al buio e ammuffiti, si sente odore di naftalina. Dicono cose che non hanno senso ed esilaranti».

Alleanza con l'Italia dei Valori. Grillo parla anche di alleanze nell'eventualità di una sua elezione a segretario del Pd. Accordi solo con l'Italia dei Valori, nessuno dialogo con l'Udc e la sinistra radicale (Vendola incluso). «Certo, con Antonio Di Pietro avremo dei contatti sicuramente - dice ad Affaritaliani.it - Abbiamo degli obiettivi in comune da molti anni. Ed è uno che fa opposizione alla grande a questo governo». E Pier Ferdinando Casini? «Ma cos'è l'Udc? Ma che cosa sta dicendo? Lei è giovane è già vecchio dentro», risponde il comico genovese. «Sono sigle che non vogliono dire nulla». Un'intesa con Nichi Vendola e i comunisti di Ferrero e Diliberto? Che ne pensa? «Non penso proprio nulla. Sono il vuoto. Il vuoto totale». Poi spiega: «Noi facciamo un cinque stelle. Noi andiamo lì a riempire un vuoto con delle idee, che sono appunto le cinque stelle. Abbiamo il Parlamento pulito, il conflitto di interessi, la legge Gasparri... tutte cose che loro (il centrosinistra attuale, ndr) non hanno mai neanche accennato nei loro programmi».

Il dibattito nel Pd. Pioggia di critiche dal Pd alla candidatura di Grillo. Dario Franceschini e Pier Luigi Bersani compatti contro il comico. Gli unici a schierarsi a suo sostegno sono Mario Adinolfi e Ignazio Marino (nessuno «a priori nessuno può essere escluso»), il terzo candidato alla segreteria del Pd. «Non siamo preoccupati dalla boutade di Grillo. La politica è una cosa seria e ad un partito ci si iscrive se ci si riconosce, il partito non è un taxi, che uno sale, paga la tariffa e poi scende» spiega Piero Fassino. «Non siamo un autobus sul quale si sale per farsi un giretto. Con grande rispetto per tutti sono per un partito che si faccia rispettare», è il no di Bersani. Anche se poi il coordinatore della sua mozione Filippo Penati coglie la vicenda per tornare a polemizzare «contro regole contraddittorie e confuse che lasciano il campo aperto a candidature "fai da te"».

Incoraggiamenti invece dal leader Idv Antonio Di Pietro, compagno di battaglie e manifestazioni. Un sostegno che nel Pd fa sospettare che l'ex pm sia «il mandante» del comico dice Marco Follini. Ma Di Pietro assicura: «Grillo non ha bisogno di mandanti».

Critici alla candidatura di Grillo anche Udc e Pdl. «Beppe Grillo è la talpa inviata da Di Pietro per logorare il Partito Democratico» afferma Antonio De Poli, portavoce dell'Udc. Per Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del Pdl, «Di Pietro con la mossa di Grillo, ha di fatto lanciato un'opa sul Pd». «Grillo è la maschera di Di Pietro che vuole sfasciare la democrazia italiana» afferma il vice ministro allo Sviluppo Economico, Adolfo Urso (Pdl). Il portavoce del Pdl Daniele Capezzone si augura che il Pd stia lontano «da Grillo e soprattutto dai veleni e dal giustizialismo inoculati nella discussione pubblica quotidiana da Di Pietro e dall'Italia dei Valori».

Marino: Grillo non può essere escluso a priori. «Non conosco personalmente Beppe Grillo - dice Marino nella sua prima conferenza stampa a Bologna - ma credo che in un Pd che sia un partito aperto, qualunque persona può con serietà prendere la tessera, raccogliere firme, scrivere un programma non su facce o correnti, ma sulle idee e se ha serie intenzioni di dare un contributo chiaro al dibattito sull'identità del partito, non può essere escluso a priori».

Bersani: non siamo un autobus. «Il partito non è un autobus sul quale salire e fare un giretto. Il partito è una cosa seria e il congresso sarà anche un'occasione per riflettere sulle regole che ci siamo dati». La candidatura di Grillo è, secondo Bersani, «una proposta che testimonia che abbiamo allestito un partito che può essere ritenuto come una occasione da prendere per sviluppare la propria politica. Un partito deve avere un suo profilo, una identità e regole certe non può essere confuso come una galassia a cui ognuno può partecipare. È un problema che dobbiamo cercare di risolvere. Siamo un po' troppo permeabili a farci percepire come un partito che può essere facilmente strattonato. Non critico nessuno, ma ho a cuore una campagna congressuale che consegni al partito un suo profilo e una sua precisa identità».

Melandri: ha sempre sputato veleno. «A Grillo vorrei dire che il Pd non è un tram su cui si può salire all'occorrenza. Uno che ha sputato veleno sul partito fin dalla sua nascita non può candidarsi a guidarlo - commenta Giovanna Melandri, deputata del Pd - Credo che prima dei colpi di scena, chi sceglie di impegnarsi in politica debba avere rispetto per migliaia di cittadini che, a diverso titolo, si sono impegnati per costruire il Pd e che, rispettandolo, ci credono veramente».

Bonino: ma come funziona questo statuto del Pd? «Io ancora non ho capito bene se le regole di questo Statuto del Pd, che ogni giorno di più risulta più pasticciato, consentono o no la candidatura di Beppe Grillo. Se lo consentono il dibattito deve essere politico, non esistono 'vade retro Satana', si deve discutere di quello che propone. Grillo è abituato a lanciare anatemi e a fare monologhi, ma non è mai stato disponibile a dialoghi o confronti. Se poi parliamo del programma che Grillo ha enunciato io trovo che ci siano delle sciocchezze», dice Emma Bonino a Radio Radicale. «Quanto al Pd mi fa piacere che arrivino dichiarazioni di disponibilità alla proposta di 'doppia tessera' dei Radicali. Con il gruppo parlamentare noi abbiamo avuti rapporti leali, sia nella collaborazione che nel dissenso. Ma con il Partito i rapporti non ci sono. Il problema di fondo mi sembra il come rapportarsi, e l'ipotesi della doppia tessera mi sembra l'ipotesi più consona». Secondo l'esponente radicale, quella della doppia tessera «è una ipotesi che si scontra con una visione del partito più tradizionalista, come se l'alternativa al partito, come si diceva, 'liquido', possa essere solo il ritorno al partito che fu».

Di Pietro: Grillo è l'unico serio e non ha bisogno di mandanti. «Il suo è l'unico programma esposto, molto più articolato delle idee che finora abbiamo sentito dagli altri candidati - commenta Antonio Di Pietro - Il Parlamento pulito, la legge sul conflitto d'interessi, l'acqua pubblica, il no al nucleare e lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, il massimo di due legislature per i parlamentari, wi-fi gratuito, l'informazione libera, con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico: sono tutti punti che l'IdV sta portando avanti da tempo e che, per questo, condivide. Insomma, un programma serio, concreto e che, forse, proprio per questo porta i soloni della politica a irriderlo».
«Grillo non ha bisogno di mandanti, ragiona con la sua testa, basta e avanza» aggiunge Di Pietro.


NOSTRO COMMENTO: Abbiamo pubblicato alcuni articoli di Blog vari e quotidiani per dare la possibilità al lettore di rendersi conto delle speciose motivazioni che stanno alla base dell'esclusione di Beppe. Noi abbiamo già scritto un articolo su questa vicenda che il lettore troverà sul Blog. Vogliamo solo ribadire che il PD  ha perso e perderà molti consensi per via della politica di acquiescenza alla linea Governativa adottata dai vari Segretari che si sono succeduti fino ad oggi. Abbiamo avuto modo di dire che i "Cd blocchi dialoganti di Veltroni" hanno fatto risuscitare il Cavaliere quando il PDL gli aveva cantato il "De profundis". Continuano ancora a sostenere con la loro politica il Cavaliere fregandosene altamente della volontà della base. Addirittura hanno escluso Grillo attraverso il Comitato dei garanti perché li ha criticati. Ma insomma! Perché non fanno istanza di pensionamento. Sarebbe ora che si dedicassero ad altro. La base non li vuole più! La gente non si iscrive al PD perché ci sono loro che sostengono ad ogni piè sospinto il Cavaliere facendo finta di fare opposizione. ORA BASTA! DAI BEPPE NON MOLLARE!

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