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L'agenda rossa di Borsellino.-

L’agenda rossa di Paolo Borsellino: colpo di spugna della Cassazione 13 marzo 2009

Fonte: http://www.emiliaromagna.antoniodipietro.it


Il 19 luglio 1992 è stato barbaramente ammazzato insieme a cinque uomini della sua scorta Paolo Borsellino, considerato insieme a Giovanni Falcone tra i magistrati maggiormente impegnati nella lotta contro uno dei più grandi mali della nostra società: la mafia.

La strage di via D’Amelio a Palermo ha dato vita, col passare degli anni, a numerose teorie, considerate a seconda dei casi più o meno credibili. Tuttavia il grande enigma mai risolto riguarda la scomparsa dal luogo della tragedia della famosa agenda rossa di Borsellino, dove esso annotava tutto quanto rilevava in base a indagini e testimonianze di pentiti.

Partiamo dai fatti acclarati: le telecamere Rai giunte sul luogo della strage filmarono inequivocabilmente l’allora capitano dei Carabinieri Giovanni Arcangioli allontanarsi dalla carcassa dall’auto blindata di Borsellino con in mano la borsa del magistrato, contenente anche la famosa agenda. Arcangioli, oggi promosso colonnello, ha sostenuto che nella borsa quell’agenda, mai più ritrovata, non c’era, e che lui riconsegnò tutto quanto preso subito dopo. In mezzo, varie e discordanti versioni di quanto accaduto.

Quanto lascia sconcertati noi giovani dell’Italia dei Valori è stata la decisione della Corte di Cassazione che ha sostanzialmente confermato il proscioglimento di Arcangioli, dichiarando di fatto inammissibile il ricorso della Procura della Repubblica di Caltanissetta contro la sentenza di assoluzione di quest’ultimo, accusato di furto aggravato. Di conseguenza non saremo mai in grado di sapere la verità; non c’è stato un rinvio a giudizio e di conseguenza non ci sarà nemmeno un processo. Quelle immagini che raffigurano Arcangioli allontanarsi con la borsa di Paolo Borsellino non assumono così nessun valore, è come se non fossero mai esistite.

Secondariamente per noi è stato difficile reperire qualsivoglia notizia su questa decisione della Suprema Corte datata 18 febbraio 2009, dato il silenzio della stragrande maggioranza di televisioni e giornali nazionali. E’ stato un articolo pubblicato sul web del parlamentare dell’Italia dei Valori Giuseppe Giulietti a portarci all’attenzione di questa vicenda. In ogni caso se consideriamo la portata storica dell’evento tutto questo è incredibile, anche alla luce del fatto che ogni giorno veniamo “bombardati” su tutti i più piccoli particolari di vicende pur tragiche come il delitto di Perugia o quello di Garlasco.

Forse, se ai misteri dell’agenda rossa, si fosse dedicato anche una minima parte dello spazio riservato a quanto sopradetto, oggi sapremmo sicuramente qualcosa in più su questa terribile strage e sui risvolti che certe verità avrebbero fornito.


NOSTRO COMMENTO: Un passo indietro per scoprire la verità!

 

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